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INCONTRO CON LILIANA SEGRE

E’ accaduto, può accadere ancora.

In data 26 novembre 2019, io e la mia classe ci siamo recati alla fondazione Giangiacomo Feltrinelli, per partecipare alla lezione aperta “E’ accaduto, può accadere ancora” con la senatrice Liliana Segre, vittima delle discriminazioni razziali e testimone dei campi di sterminio. Nata a Milano in una famiglia laica di origine ebraica e cresciuta insieme al padre (Alberto Segre), il 30 gennaio del 1944, venne deportata dal binario 21 (ancora oggi visitabile) al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, alla prematura età di 13 anni. Quel binario le ricordava tanto la firma lunga del re Vittorio Emanuele III che diede il via all’orrore che 17 milioni di persone furono costrette a sopportare. E’ il segno che trasforma dei cittadini italiani e non (che avevano la sola colpa di essere nati ebrei ) in individui invisibili, lei stessa è stata una “ bambina invisibile”. Testimone dell’abominio subito,in questa giornata, la senatrice ci spinge alla toccante riflessione che ciò che è accaduto non è così lontano dalla nostra società odierna che, viene descritta da lei stessa, non abbastanza sicura affinché errori di questo tipo non si possano ripetere, sottolineando che si sarebbe “scioccamente ottimisti” a crederne il contrario. Ha dato via all’incontro l’intervento degli autori ( Fabio Demi, Bruno Manfellotto e Paolo Mancarella) del libro “Diario di un’infamia”, veritiero e toccante, portatore di storie che vogliono essere esemplari, che racchiudono vite di uomini e donne di diversi ceti sociali che hanno vissuto, come la nostra Liliana Segre, la disumanità che ha caratterizzato la seconda guerra mondiale e quelli che sono stati i campi di sterminio. Sono loro la fine del peggiore dei mali e l’inizio della migliore versione del mondo che noi giovani o, come ci chiama la stessa Liliana Segre: “ i suoi nipoti ideali”, siamo portati a conseguirne la realizzazione , affinché l’odio, la violenza e la discriminazione di qualsiasi genere possano finalmente avere fine. Noi saremo da grandi ciò che siamo stati da piccoli, ed è proprio per questo motivo che è importante agire subito. L’indifferenza, e quindi l’essere indifferente, è la peggiore fra le attitudini umane. E’ proprio essa che porta alla non conoscenza e alla realizzazione di avvenimenti di tale atrocità come quelli già accaduti e che pian piano, assurdamente, stanno prendendo piede anche nei nostri giorni. Crudeltà lontane dal pensiero umano ma che sfortunatamente ci circondano e che molto spesso neanche notiamo. Le testimonianze sono dolorose, il ricordo è straziante quasi quanto la consapevolezza di ciò che ci circonda e che accade..si pensa che il silenzio faccia sentire meno l’amarezza,anche una donna forte come Liliana Segre è rimasta in silenzio per ben 45 anni, perché per la società è difficile prendersi cura dei più deboli: “Imparai ben presto a tenere per me i miei ricordi tragici e la mia profonda tristezza. Nessuno mi capiva, ero io che dovevo adeguarmi ad un mondo che voleva dimenticare gli eventi dolorosi appena passati, che voleva ricominciare, avido di divertimenti e spensieratezza”. D'altronde, la storia ha sempre insegnato questo: “ the lesser evil was accepted in the hope of a greater good.” I suoi ricordi, trasformati in una testimonianza, quasi un rimprovero, erano caratterizzati da così tanta intelligenza ed educazione che l’unica cosa che noi “spettatori” ci potevamo permettere era il silenzio. Con il silenzio della testa e del cuore era facile sentire i brividi che ti percorrevano quasi fino alle orecchie. Avere la consapevolezza d’avere davanti ai tuoi occhi cotanto bene, che aveva sopportato così tanto male, era agghiacciante. Diventata nonna del suo primo nipote, Liliana Segre decise di portare a conoscenza le persone della sua vita privata e di tutto ciò che in quei terribili anni aveva subito ingiustamente. Tutto ebbe inizio con la persecuzione dei diritti e, in seguito, con la persecuzione fisica: venivano trattati come delinquenti comuni quando la loro unica colpa era quella di essere nati. Non vi ricorda qualcosa? Forse è proprio vero: ciò si sta ripetendo e noi ce ne stiamo qui fermi a non fare niente; perché, finché una cosa non ti colpisce direttamente, pensi di rimanere illeso. E’ per questo motivo che la senatrice Liliana Segre desidera mettere in piedi una commissione contro le parole dell’odio, combattendolo in quanto individuo che l’ha visto,l’ha sentito e l’ha sofferto in modo terribile. Perché dopo l’odio si passa ai fatti, si incomincia a privare l’individuo dei suoi diritti, lo si spoglia della dignità umana e lo si rende colpevole di tutti i mali del mondo. Gli adulti, i docenti hanno il dovere di insegnare la storia per non permettere che gli stessi errori si ripetano. Nelle scuole ancora si parla di bullismo, i bulli sono gli odiatori e non siamo così lontani da ciò che è avvenuto ormai quasi 80 anni fa. La lezione aperta si conclude con queste parole pronunciate dalla senatrice: “Non bisogna aver paura delle parole” , e, arrivata all’età di 89 anni, può dire con certezza che lei non perdona, non dimentica ma non odia. Al sentire di queste parole, ti senti sconfitto e ti domandi : “ Se non odia lei, come potrei mai odiare io?”. Il processo del non odiare può non finire mai per chi tornava dai campi di sterminio. Stando ad Auschwitz si impara a odiare perché si è odiati. E l’unica cura per scordarti dell’odio è quella di essere molto amati; lei, dopo tanti lutti e tanto odio, è stata molto amata da suo marito e dai suoi figli. “Quando hai un neonato non puoi provare odio o ricordarti l’odio”. La sua vittoria su Hitler è totale. “E’ in questo momento allora che si deve parlare di vita e non di morte, d’amore e non di odio, una gamba davanti all’altra, la vita è pesante, la marcia della morte deve diventare la marcia della vita”. Grazie a ciò, Liliana Segre , noi impareremo a vivere la nostra quotidianità in maniera diversa. E’ stato un onore poter partecipare a questo progetto e poter ascoltare le parole intense e profonde della nostra senatrice Liliana Segre, cittadina, maestra di vita, “nonna ideale” (come si definisce lei) e ,sicuramente, uno dei fiori più preziosi al mondo.

Marina Viscomi 5BG

CLASSE 5bg

DOCENTI JOTTI E MITOLA

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