Uscita didattica presso la "Fondazione Pirelli"


Ricerca e sviluppo si fanno storia

 

Creatività e comunicazione visiva. La “Pirelli” fin dai primi anni d’attività ha collaborato con grandi artisti, graphic designer e registi per la realizzazione di pubblicità su carta o per il piccolo e grande schermo. I ragazzi della V BG, grazie alla visita presso la “Fondazione Pirelli” giovedì 11 ottobre, hanno potuto “viaggiare” attraverso le comunicazione dell’azienda, visitando l’archivio storico e guardando dal vivo bozzetti, esecutivi di stampa, manifesti, brochure, ma anche house-organ, magazine e il patrimonio degli audiovisivi.

Analizzando alcune pubblicità storiche gli studenti hanno compreso meglio gli elementi essenziali della comunicazione visiva e del linguaggio pubblicitario e alla fine, come veri registi, hanno progettato e realizzato una breve scena per un “Carosello 2018” con la tecnica dello stop-motion. L’Istituto “Caterina da Siena”, infine, è stato autorizzato a riprodurre, ad uso esclusivo del proprio sito, un bozzetto pubblicitario con la seguente didascalia: “Pirelli Stelvio flessibilità - durata”. Bozzetto per pubblicità del pneumatico Stelvio Pirelli, 1953 (Fondazione Pirelli)

 

Pubblicità con la “P” maiuscola

 

Per “fare scienza” bisogna aver conoscenza e coscienza dell’eredità tecnologica. Alla “Fondazione Pirelli”, nata nel 2008, che racchiude oltre tre chilometri e mezzo di documenti, il saper fare viene protetto, per essere reso disponibile in una visione di lunga prospettiva. Grazie ad un continuo lavoro di catalogazione, si possono ammirare i bozzetti pubblicitari conservati presso l’archivio storico, pezzi unici firmati dai più grandi designer del Novecento per ricostruire uno dei periodi più vivaci dal punto di vista della comunicazione visiva dell’azienda. Si scoprono così collaborazioni con Lora Lamm, Bruno Munari, Alessandro Mendini e Bob Noorda, Ugo Mulas, Arno Hammacher e Gabriele Basilico. Non va dimenticato Luca Comerio, che, con una foto dalle dimensioni sorprendenti per l’epoca 245 cm di base per 150 cm, ha fermato nel tempo l’uscita delle maestranze dal primo stabilimento Pirelli a Milano in via Ponte Seveso nel 1905. L’immagine ritrae una marea di operai, ma anche donne e bambini.

Ogni documento dell’archivio, quindi, è una testimonianza del legame tra “Pirelli”, l’arte e il design. Si pensi pure ai preziosi oggetti custoditi, come il gatto Meo Romeo e la scimmietta Zizì (vincitrice del premio “Compasso d’oro” nel 1954), giocattoli in gommapiuma inventati dal designer Bruno Munari o al brevetto del 1960 per la pavimentazione in gomma a bolli che sarà impiegata per le stazioni della linea 1 della metropolitana di Milano, prima di diffondersi in tutto il mondo.

Forse è anche per questo che i visitatori vengono accolti con il motto in milanese dell’ingegnere “pirelliano” Luigi Emanueli, inventore nel 1917 del cavo a olio fluido: «Adess ghe capissarem on quaicoss: andemm a guardagh denter», adesso ci capiremo qualcosa: andiamo a guardarci dentro. Perché per “capire qualcosa” occorre “guardare dentro” e scoprire, grazie alla “Fondazione Pirelli”, i segreti della cerniera tra sapere e industria, tra ricerca e tecnologia.

 

Ludovico Albertini

Fondazione Pirelli