Milan-Arsenal


Atmosfera dei grandi eventi allo stadio “Giuseppe Meazza” giovedì sera 8 marzo. La colonna sonora della Champions League non c’è, ma nel rettangolo di gioco e sugli spalti la tensione e l’attesa sono le stesse. Milan-Arsenal è sempre un big match, pur se è un ottavo di finale diEuropa League. Tra gli oltre settantaduemila spettatori, c’erano anche alcuni ragazzi del “Caterina da Siena”, accompagnati dai docenti Alessandra Colautti, Christian Infante, Carmine Gagliardi e Stefano Caponeri. Alla fine, la sconfitta per 0-2 contro l’Arsenal ha raccontato a tutti una semplice verità: molte squadre straniere sono superiori per ritmi e qualità. L’avventura in Europa, quindi, si conferma un mare in tempesta molto difficile da navigare.

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Primo esame d’inglese fallito

 di Ludovico Albertini

Doccia fredda, anzi, freddissima. Lo scorso 8 marzo a San Siro i londinesi dell’Arsenal hanno ridimensionato i sogni di gloria del Milan in Europa League. Poche occasioni, sfruttate male e un secco 0-2: il risultato la dice lunga su una squadra di casa, ancora in costruzione, e che ha smesso di ringhiare dopo pochi minuti.

Contro i Gunners i tanti errori tecnici hanno fatto la differenza. Certo, gli avversari non hanno brillato per correttezza, con continue perdite di tempo, ma hanno saputo colpire con precisione chirurgica. Al quindicesimo Ozil pesca Mkhitaryan, che batte Donnarumma grazie anche a una deviazione di Bonucci. Gli uomini di Gattuso cercano di pareggiare, ma in chiusura di primo tempo Ramsey, gela lo stadio con il raddoppio. Nella ripresa i rossoneri provano a reagire, ma il refrain della gara non cambia. L’Arsenal ha un altro passo, controlla e chiude le linee di accesso alla sua porta.

Tutti i tifosi del Diavolo, adesso, sperano nella rimonta. L’impresa è difficile, ma non impossibile. In novanta minuti ogni cosa può cambiare, ma ci vorranno testa e cuore, grinta e furbizia. Al “Giuseppe Meazza” è andata male. Ora serve un mezzo miracolo all’Emirates stadium.

 

 

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